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Il convegno del 06-04-2002 - SanaRoma

Oggi non si può fare a meno di rivolgere l'attenzione su nuove sfide che una politica seria dell'ambiente si pone. Perseguire lo sviluppo sostenibile significa coniugare gli aspetti dello sviluppo economico con quelli sociali e le cooperative sono operatori sociali. Si tratta cioè di salvaguardare un insieme di valori che interessa tutti i campi dell'attività umana, in modo trasversale ed in una prospettiva a lungo termine, al fine di assicurare una società più equa e nel rispetto delle future generazioni.

Se è vero che lo sviluppo sostenibile è un processo di cambiamento culturale, oltre che istituzionale, per rendere coerente lo sfruttamento delle risorse con i bisogni attuali e futuri delle persone, riteniamo che la protezione dell'ambiente e la sostenibilità dello sviluppo debbono sempre far parte degli impegni politici programmatici di tutti i governi sia essi nazionali, locali e soprannazionali.

Le cooperative, che appartengono al privato ed in particolare al privato sociale, non possono chiamarsi fuori da questa responsabilità, anzi debbono pretendere che politiche, programmi, bilanci pubblici, sostengano e favoriscano attività economiche ecologicamente accettabili. La cooperazione di abitazione di Confcooperative già da qualche anno è impegnata a favorire progetti di sostenibilità urbana, coinvolgendo con accordi mirati: Legambiente, Università, Istituto Nazionale di Bioarchitettura®, Banca Etica e altri soggetti, che insieme a noi vorranno rendere possibile lo sviluppo di programmi urbani che rispondano ai requisiti del rispetto ambientale. D'altra parte le cooperative hanno l'obiettivo di realizzare abitazioni per i propri soci cercando di assicurare loro il massimo possibile di qualità della vita. Sono quindi uno strumento di servizio a disposizione esclusiva dei cittadini e come tali, oltre che realizzatori di beni, intendono essere nell'immediato e nel futuro veri e propri veicoli d'informazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali.

Lo vogliono essere per tutti quei cittadini che hanno fiducia nei nostri programmi di sviluppo e nella qualità dei nostri servizi. Ma cosa abbiamo fatto e cosa intendiamo fare?

Durante SanaRoma abbiamo firmato un protocollo d'intesa con Legambiente, Istituto di Bioarchitettura® e Banca Etica ed in tale occasione abbiamo avviato la Rete delle Cooperative che operano esclusivamente con criteri di ecosostenibilità nella realizzazione dei propri interventi. Queste cooperative hanno avviato progetti per la realizzazione di circa 1.000 alloggi che dovrebbero essere completati entro due anni. Il nostro obiettivo è lavorare per recuperare efficienza edilizia ed urbana nelle nostre città, rinnovando lo stock edilizio e gli standard di consumo energetico; incrementare la qualità ambientale e dei tessuti edilizi anche attraverso la realizzazione di "immobili per sostituzione", coniugare quindi le politiche edilizie con quelle urbanistiche.

Siamo coscienti allo stesso tempo che, soprattutto per avviare azioni di sostituzione del patrimonio esistente, vi sono da superare diversi ostacoli: la bassa capacità economica-finanziaria dei proprietari degli immobili delle periferie, dei centri storici, la mancanza di alloggi-parcheggio che permettano di effettuare operazioni di recupero edilizio ed urbano, la mancanza di fiducia, molto spesso anche delle amministrazioni locali, nella possibilità di elevare la qualità ambientale dei contesti urbani più degradati.

Per superare questi ostacoli occorrono interventi pubblici differenziati che riguardano in particolare aspetti giuridico-amministrativi, economico-finanziari e fiscali, oltre che urbanistici e di informazione. Per rendere possibile ciò Federabitazione ha firmato a settembre un protocollo di Intesa con l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).

Riteniamo allo stesso tempo importante il ruolo delle Regioni, depositarie delle competenze in materia di edilizia ed urbanistica, nel determinare politiche urbane finalizzate al rispetto dell'ambiente e della qualità della vita dei cittadini.

E' noto a tutti che alcune regioni hanno già legiferato in materia, prima fra tutte l'Emilia Romagna, prevedendo lo sgravio di parte degli oneri di urbanizzazione in presenza di soluzioni eco-compatibili. Altre, come la provincia autonoma di Trento, ha preso iniziative finalizzate al risparmio energetico, altre ancora hanno lavorato e stanno lavorando sulla definizione dei criteri di eco-compatibilità dei materiali. Sarebbe quanto mai auspicabile un tavolo permanente di confronto tra regioni, enti locali, università ed associazioni di operatori del settore, da cui emergano indicazioni armoniche in merito alle politiche urbane, agli obiettivi di eco-sostenibilità da conseguire, alle agevolazioni da concedere.

La Federabitazione ha inoltre promosso, coordinandolo, nell'ambito del "5° Programma quadro europeo", il progetto SHE, già finanziato dalla Comunità Europea, finalizzato a coniugare politiche edilizie e politiche urbanistiche per creare efficienza urbana. L'obiettivo è di avviare con i nostri partner di altri paesi europei un'ampia trasmissione di esperienze tecniche e scientifiche sul tema del rispetto ambientale e della ecologicità degli edifici.
Federabitazione quindi da qualche anno ha avviato a largo raggio iniziative con caratteristiche sperimentali per rendere ordinario e realizzabile ciò che fino a questo momento è rimasto nella sfera della sperimentazione. In questo interessante processo abbiamo coinvolto un'ampia parte delle nostre cooperative di abitazione, tecnici delle stesse cooperative, dirigenti e quadri, in attività formative per creare e diffondere cultura ecologica.

Con queste varie iniziative Federabitazione, tramite le proprie associate, intende realizzare interventi volti a migliorare la qualità edilizia nelle città, accreditare le cooperative di abitazione presso gli interlocutori pubblici, garantire ai soci una casa di qualità.

Per questo chiediamo ai comuni di essere promotori di interventi coordinati di rinnovo edilizio, di ristrutturazione delle reti, di progettazione del suolo per non aggravare ulteriormente la crisi delle città.

I comuni possono impegnarsi praticando sconti e dilazioni nel pagamento degli oneri di urbanizzazione, possono sicuramente coinvolgere nei loro programmi di sviluppo e risanamento delle città quegli operatori che più di altri garantiscono interventi ad alta sostenibilità, come anche possono riconoscere i maggiori oneri sostenuti ed incrementare i prezzi convenzionali. Anche la riduzione o l'azzeramento dell'ICI può essere utilizzata come strumento incentivante di iniziative eco-sostenibili.

E' però necessario che si possa con certezza definire quali interventi edilizi siano meritevoli di essere agevolati dai Comuni e dalle Regioni. E' perciò molto importante il lavoro svolto da CasaQualità e dall'Istituto Nazionale Bioarchitettura per la definizione delle caratteristiche e dei requisiti del Marchio di Qualità & Sostenibilità.


Autore: Angelo Grasso
Presidente Federabitazione - Confcooperative

 

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