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La sostenibilità può essere vista come una chiave di lettura che consenta di riesaminare e reinterpretare l‘approccio alla pianificazione territoriale ed al costruire.
La sfida da raccogliere è dimostrare che l’attenzione all’ambiente è oggi concretamente capace di determinare sviluppo e competitività.
All’interno di questa logica è possibile individuare strategie d’intervento e di gestione estranee allo sfruttamento delle risorse e del territorio e in grado di puntare ad una riqualificazione ambientale e sociale.

Questo intreccio tra pianificazione, programmazione, gestione, sostenibilità, socialità e partecipazione, presenta alcune priorità di ricerca e d’intervento, quali:
approccio trasversale ai temi ambientali;
strumenti operativi legati ad una visone ecosistemica del territorio;
controllo dei consumi e degli usi delle risorse rinnovabili e non;
innovazione degli interventi progettuali urbanistici e edilizi, capaci di affrontare i temi della bioecologicità e della ecosostenibilità;
attenzione ed implementazione della partecipazione dei cittadini alla costruzione delle decisioni.

Rappresentazione concettuale dello sviluppo ecosostenibile
Trevor Hancock, Madrid 1995

La qualità energetica ed ambientale deve dunque essere perseguita negli interventi edilizi, garantendo:
una relazione coerente con il sito (analisi del sito):
bisogna valutare i venti dominanti, la posizione del sole nelle diverse stagioni, l’eventuale ombra portata di colline, edifici esistenti, l’inquinamento acustico, il ciclo delle acque, ecc; per una corretta progettazione è dunque necessario porre la giusta attenzione a tutti i fattori ambientali esistenti (molte volte gli allagamenti derivano dalla mancata considerazione del naturale percorso delle acque piovane, come pure l’attenzione all’isolamento acustico dovrà tener conto della presenza di ferrovie, autostrade, ecc);
il controllo dei consumi energetici e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili:
l’uso di impianti centralizzati (teleriscaldamento condominiale) a controllo individuale, coadiuvati da pannelli solari, lascia ai singoli l’autonomia di gestione (ogni alloggio ha la propria centralina), riduce i costi di gestione e la pericolosità delle caldaie, semplifica le procedure di manutenzione e controllo;
la corretta gestione delle risorse idriche:
sono molti gli accorgimenti per risparmiare l’acqua, e la recente siccità ne sottolinea l’importanza; purtroppo, mentre ci si lamenta per la mancanza di acqua potabile, la si usa ancora per alimentare gli scarichi del WC;
l’utilizzo di materiali ecocompatibili e bioecologici, preferibilmente locali:
a titolo esemplificativo possiamo citare gli intonaci e le murature traspiranti, le vernici e le colle che non debbono inquinare con veleni l’aria interna, la possibilità di riciclaggio dei materiali, l’uso di legno coltivato e non tropicale, ecc.
la considerazione degli spazi esterni quali parte integrante e non complementare del progetto degli edifici:
basti pensare quanto la presenza di alberi a sud della casa può aiutare a mantenere il fresco d’estate, e a nord, in inverno, può limitare (se sempreverdi) l’azione dei venti freddi;
la massima permeabilità dei suoli:
purtroppo la cronaca ci evidenzia giornalmente problemi relativi al ciclo dell’acqua; molti allagamenti sono provocati da un troppo rapido deflusso dell’acqua piovana, che, allo stesso tempo, non avendo il tempo di infiltrarsi, provoca l’impoverimento delle falde acquifere, una delle cause della siccità estiva;
l’attenzione ai fattori inquinanti presenti o ipotizzabili (inquinamento indoor, da radon, acustico, elettromagnetico ecc.):
la presenza eccessiva di radon, l’inquinamento elettromagnetico ed acustico, sono elementi che, se ben conosciuti, possono essere contrastati con accorgimenti anche semplici, che però migliorano sensibilmente la qualità della vita (non è possibile usare la stessa finestra vicino ad una ferrovia o in aperta campagna).

A fronte di questa impostazione è possibile evidenziare una serie di vantaggi e di problematiche.

Vantaggi:
contestualizzazione degli interventi;
efficienza energetica degli edifici;
qualità realizzativa;
attenzione al risparmio delle risorse naturali;
salubrità e confort ambientale;
soddisfazione dell’utenza;
attenzione al riuso ed alla riciclabilità dei materiali;
risparmi di gestione e di manutenzione.

Sistema di ventilazione e d'uso della risorsa "Sole".
Edificio a Berlino. Arc Richard Rogers

I costi di realizzazione ed i risparmi di gestione
Va sottolineato che una maggiore attenzione alle problematiche ambientali può determinare molte scelte a costo zero: ridurre al minimo le superfici esterne impermeabili, orientare correttamente gli edifici, considerare l’ambiente esterno (vento, sole, verde, inquinamento, rumore, ecc) come parte integrante della casa, sono tutti accorgimenti che non comportano costi aggiuntivi, ma solamente un’attenzione diversa da quella usuale. Altri elementi che portano ad una migliore qualità progettuale e realizzativa si traducono invece in un inevitabile incremento dei costi di costruzione.

Questo incremento può presentare una forbice larga: l’esperienza ad oggi acquisita, l’attuale aumento di quote di mercato di questo settore, la capacità dei tecnici incaricati, l’oculatezza delle scelte effettuate possono far restringere questa forbice e consentire una valutazione percentuale di maggior costo di costruzione compreso tra il 7-15% (4-8% del costo di assegnazione).

A fronte di questi maggiori costi è possibile ipotizzare una serie di risparmi o vantaggi legati alla gestione degli edifici, nonché a possibili incentivi pubblici.
Questi sono condizionati dalla situazione locale e sono riferiti:
alla riduzione degli oneri di urbanizzazione da parte dei Comuni (fino a 3.000 euro ad alloggio);
alla priorità data nella concessione di aree (Cesena, Forlì, ecc);
all’aumento della volumetria concessa (Calenzano, Faenza, 5-10%);
ad un punteggio o contributo aggiuntivo nei bandi regionali (Veneto, Campania, ecc);
all’uso di particolari impianti di climatizzazione (in genere teleriscaldamento a controllo individuale) ed alla integrazione con componentistica solare (oggi affidabile ed evoluta) che consentono risparmi nei costi di climatizzazione compresi tra il 40 ed il 60% (700-1200 euro l’anno);
alla possibilità di ottenere un comfort estivo senza ricorrere a dispendiosi impianti di condizionamento che consumano energia, forniscono aria insalubre e costringono a stare tappati in casa scaricando sui vicini rumore ed aria calda (impianto di condizionamento 1.500-2.000 euro ad alloggio + un maggior consumo elettrico di 150 – 300 euro all’anno);
all’uso di dispositivi per l’ottimizzazione dei consumi idrici e/o per il riuso delle acque meteoriche e grigie, abbattendo così anche i costi di depurazione
(dal 20 al 40%, 100 – 200 euro l’anno);
di riduzione dei consumi elettrici per l’attenzione posta nella progettazione alla illuminazione naturale, a fronte di un maggiore comfort, ecc.

Problematiche:
superare l’attuale diffidenza delle persone;
interventi pilota mal progettati e gestiti (vedi pannelli solari negli anni ‘80) hanno provocato diffidenza verso le novità; un’adeguata informazione ed una paziente azione di ascolto delle esigenze (cosa che le cooperative sono abituate a fare) certamente può aiutare a risolvere questo problema; le decisioni vanno prese il più possibile coinvolgendo e convincendo (progettazione partecipata);
maggiore impegno delle strutture cooperative;
non c’è dubbio che ogni novità, per essere applicata, richiede più tempo della prassi ordinaria; ma questa è una sfida che può anche appassionare;
maggiore impegno dei progettisti incaricati;
rispetto ad un progetto ordinario, che magari applica anche soluzioni ripetitive, un intervento in Bioarchitettura richiede certamente un maggiore impegno,
una disponibilità a mettersi in discussione, una collaborazione interdisciplinare (geologo, progettista del verde, ecc); è comunque necessaria la partecipazione nello staff di tecnici con esperienza nel settore dell’edilizia sostenibile, anche per non essere coinvolti in scelte errate che portano a costi aggiuntivi non indispensabili e a risultati scadenti;

maggiori costi di realizzazione;
sono stati sopra illustrati nelle linee generali; l’avvalersi di un tecnico esperto in edilizia sostenibile può limitare molto questi extra-costi;
impegno a fare accettare dai soci soluzioni più ecologiche ma non di mercato (riscaldamento centralizzato, servizi comuni, raccolta differenziata, ecc.); ricorrendo a soluzioni non diffusamente conosciute, è necessario un impegno aggiuntivo per spiegare ai soci la loro validità, i relativi vantaggi e le eventuali diverse modalità d’uso dell’alloggio (un muro traspirante non va tinteggiato con una pittura impermeabile, le finestre di una serra solare vanno chiuse in inverno ed ombreggiate ed aperte in estate, ecc.).



Autori:
Roberto Ballarotto - Direttore Federabitazione - Confcooperative
Francesco Marinelli - Direttore Istituto Nazionale Bioarchitettura®

 

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